Che cosa è la simbiosi Rhizobia - Fabaceae?
Perché questa simbiosi è fondamentale
- Una delle interazioni mutualistiche più importanti negli ecosistemi terrestri.
- Consente alle Fabaceae di accedere all’azoto atmosferico, altrimenti inutilizzabile.
- Riveste un ruolo chiave in agricoltura sostenibile, cicli biogeochimici, ecologia dei suoli.
I protagonisti
Le Fabaceae
- Famiglia botanica enorme (leguminose): trifogli, piselli, fagioli, soia, veccia, lupino, acacia ecc.
- Caratteristiche: radici con potenziale nodulazione, alta richiesta di azoto, capacità di arricchire il suolo.
I Rhizobia
- Comunità eterogenea di batteri del suolo capaci di instaurare noduli sulle radici.
- Generi principali: Rhizobium, Bradyrhizobium, Sinorhizobium/Ensifer, Mesorhizobium, Azorhizobium.
- Comportamento bifasico: vita libera nel suolo ↔ vita simbiontica nei noduli.
Come si riconoscono e si trovano: il dialogo molecolare
Il riconoscimento radice–batterio
Le radici di Fabaceae rilasciano nell’ambiente molecole di segnale (flavonoidi).
I Rhizobia presenti nel suolo rilevano questi segnali e rispondono producendo fattori Nod, messaggeri che:
attivano la curvatura dei peli radicali
modificano il comportamento di crescita della radice
avviano la formazione del nodo
È un linguaggio biochimico altamente specifico: ogni pianta “parla” con certi batteri e non altri.
4. La formazione del nodo radicale
4.1 Infezione
Il batterio entra nel pelo radicale attraverso un tubo di infezione.
L’infezione avanza verso l’interno fino ai tessuti corticali.
4.2 Organogenesi del nodulo
La radice attiva un programma genetico che induce la formazione di un nuovo organo: il nodulo.
Esistono due tipi principali:
Determinate: sferici, crescita limitata (es. soia).
Indeterminate: allungati, con zone funzionali ben distinte (es. trifoglio, veccia, alfalfa).
4.3 Differenziazione batterica
All’interno del nodule i batteri si trasformano in batteroidi, cellule altamente metaboliche specializzate per la fissazione dell’azoto.
Questo stato è irreversibile: fuori dal nodulo, il batteroide non sopravvive.
5. Cosa avviene dentro il nodulo
5.1 La fissazione dell’azoto
Gas N₂ atmosferico → forma azotata utilizzabile dalla pianta.
Processo energivoro, possibile solo grazie all’apporto di zuccheri forniti dalla pianta.
5.2 Ruolo della leghemoglobina
Pigmento rosso che dà ai noduli il tipico colore rosa.
Mantiene l’ossigeno a livelli bassi ma non troppo bassi:
troppo ossigeno = enzimi della fissazione si inattivano
troppo poco ossigeno = il batterio non riesce a produrre energia
Agisce come un “regolatore atmosferico” interno.
5.3 Scambi tra i partner
La pianta fornisce: carboidrati, ambiente protetto, controllo dell’ossigeno.
Il batterio fornisce: azoto ridotto (ammonio), che la pianta incorpora nelle sue biomolecole.
6. Specificità della simbiosi
Non tutte le Fabaceae si nodulano con gli stessi Rhizobia.
La specificità dipende:
dal tipo di flavonoidi emessi
dalla struttura dei fattori Nod
dalla compatibilità genetica tra ospite e simbionte
Esistono coppie altamente specifiche (es. Medicago–Sinorhizobium) e coppie “generaliste”.
7. Ecologia della simbiosi
7.1 Nel suolo
I Rhizobia vivono come saprofiti quando non sono nel nodulo.
La loro abbondanza dipende da:
pH
struttura del suolo
presenza di piante ospiti
inibizione o concorrenza di altri microbi
I noduli, quando si degradano, rilasciano azoto al suolo → funzione ecosistemica.
7.2 Nelle colture agrarie
Rotazioni con leguminose riducono l’uso di fertilizzanti azotati.
Inoculi specifici aumentano resa e fissazione.
L’efficacia dipende dalla compatibilità ospite–ceppo, condizioni del suolo, concorrenza microbica.
8. Variazioni anatomiche e funzionali dei noduli
8.1 Noduli determinati vs indeterminati
Determinati: ciclo funzionale uniforme, vita breve.
Indeterminati: zone concentriche con batteri in diversi stati (infezione, divisione, fissazione, senescenza).
8.2 Noduli “efficaci” vs “inefficaci”
Inefficaci:
poco o nessun colore rosa (scarsa leghemoglobina)
batteroidi non differenziati
pianta ingiallita (carenza di N)
Cause: ceppo sbagliato, stress del suolo, pH acidi, salinità, fertilizzazione azotata eccessiva.
9. La simbiosi come caso studio di coevoluzione
Selezione naturale reciproca:
piante che riconoscono simbionti affidabili
batteri che ottimizzano la produzione di fattori Nod
Meccanismi di “controllo” della pianta:
la pianta può premiare i noduli più efficaci fornendo più risorse
può punire noduli inefficaci riducendo il flusso di ossigeno o nutrienti
10. Implicazioni applicative
10.1 Agricoltura rigenerativa
Le Fabaceae, attraverso i Rhizobia:
aumentano la fertilità del suolo
arricchiscono la sostanza organica
sostengono il microbioma radicale
Essenziali nei sistemi low-input e nella riduzione dell’impronta di carbonio.
10.2 Biotecnologie
Selezione di ceppi ad alta efficienza.
Progetti per trasferire la nodulazione a piante non leguminose (ancora sperimentale).
Possibilità di editing genetico per migliorare specificità e resa.
Il dialogo molecolare in dettaglio
Molecole rilasciate dalla radice: i flavonoidi
Le radici di Fabaceae rilasciano nel rizosfera flavonoidi, la cui struttura di base è:
Flavonoide=C6H4-CO-CH=CH-CO-C6H4
Esempi classici coinvolti nella nodulazione:
Luteolina (C15H10O6)
C15H10O6\mathrm{C}_{15}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{6}C15H10O6
Genisteina (C15H10O5)
C15H10O5\mathrm{C}_{15}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{5}C15H10O5
Funzione: attivano nella cellula batterica il sistema regolativo NodD–DNA, inducendo la trascrizione dei geni nod.
2. Risposta batterica: sintesi dei fattori Nod (Nod factors)
I Nod factors sono lipochito-oligosaccaridi (LCO).
Struttura base del chito-oligosaccaride:
(GlcNAc)ncon n=3–5\text{(GlcNAc)}_n \quad \text{con } n=3–5(GlcNAc)ncon n=3–5
dove:
GlcNAc=C8H15NO6\text{GlcNAc} = \mathrm{C}_{8}\mathrm{H}_{15}\mathrm{NO}_{6}GlcNAc=C8H15NO6
Struttura minima di un Nod factor:
N-acetil-D-glucosamina4-β1→4-N-acetil-D-glucosamina\text{N-acetil-D-glucosamina}_4\text{-}\beta 1\to 4\text{-N-acetil-D-glucosamina}N-acetil-D-glucosamina4–β1→4-N-acetil-D-glucosamina
Modificazioni tipiche:
Acilazione all’unità terminale:
–CO–(CH2)n–CH3\text{–CO–(CH}_2)_n\text{–CH}_3–CO–(CH2)n–CH3
Solfatazione:
–OSO3−\text{–OSO}_3^{-}–OSO3−
Carbossilazione:
–COO−\text{–COO}^{-}–COO−
Esempio (per Rhizobium meliloti):
(GlcNAc)4–N-acil–OSO3−\mathrm{(GlcNAc)}_{4}\text{–N-acil–OSO}_3^-(GlcNAc)4–N-acil–OSO3−
Funzione: inducono la curvatura del pelo radicale e l’inizio del tubo di infezione.
3. Attivazione dei geni nod
Il flavonoide entra nel batterio → lega la proteina attivatrice NodD.
Complesso attivo:
Flavonoide+NodD⟶NodD∗\text{Flavonoide} + \text{NodD} \longrightarrow \text{NodD}^*Flavonoide+NodD⟶NodD∗
Questo complesso si lega ai promotori nod-box e avvia:
RNA polimerasi→NodD∗Trascrizione dei geni nodABC\text{RNA polimerasi} \xrightarrow{\text{NodD}^*} \text{Trascrizione dei geni } \textit{nodABC}RNA polimerasiNodD∗Trascrizione dei geni nodABC
I geni nodABC codificano gli enzimi che assemblano i fattori Nod.
4. Interazione Nod factor – radice
I fattori Nod si legano a recettori di membrana della radice: NFR1/NFR5.
Reazione di legame:
Nod-LCO+NFR1/NFR5⟶Complesso attivato\text{Nod-LCO} + \text{NFR1/NFR5} \longrightarrow \text{Complesso attivato}Nod-LCO+NFR1/NFR5⟶Complesso attivato
L’attivazione induce un segnale intracellulare basato su oscillazioni di Ca²⁺.
Pulsazione tipica del Ca²⁺:
[Ca2+]nucleo↑↓↑↓[\mathrm{Ca}^{2+}]_{\text{nucleo}} \uparrow \downarrow \uparrow \downarrow[Ca2+]nucleo↑↓↑↓
Questo porta all’espressione di geni nodulatori della pianta:
ENOD11
NIN
NSP1/NSP2
5. Curvatura del pelo radicale
La presenza di LCO induce uno sbilanciamento nella deposizione di parete:
Depolimerizzazione locale della cellulosa
(C6H10O5)n⟶(C6H10O5)n−k(\mathrm{C}_{6}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{5})_n \longrightarrow (\mathrm{C}_{6}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{5})_{n-k}(C6H10O5)n⟶(C6H10O5)n−k
Accrescimento asimmetrico
PARETE A≠PARETE B⇒Curvatura del pelo\text{PARETE A} \neq \text{PARETE B} \quad \Rightarrow \quad \text{Curvatura del pelo}PARETE A=PARETE B⇒Curvatura del pelo
6. Ingresso del batterio: formazione del tubo di infezione
Il tubo di infezione deriva da una sintesi localizzata di parete di tipo callosico.
Callosio (β–1,3 glucano):
(C6H10O5)n(\mathrm{C}_{6}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{5})_{n}(C6H10O5)n
La polimerizzazione del callosio è guidata da enzimi attivati dal segnale LCO e da Ca²⁺:
UDP–Glucosio⟶(C6H10O5)n+UDP\text{UDP–Glucosio} \longrightarrow (\mathrm{C}_{6}\mathrm{H}_{10}\mathrm{O}_{5})_{n} + \mathrm{UDP}UDP–Glucosio⟶(C6H10O5)n+UDP
7. Formazione del nodulo: attivazione dei geni nodulatori vegetali
La pianta avvia la formazione del primordio nodulare attraverso ormoni:
Aumento citochinine
Riduzione auxine (localmente)
Citochinine (es. zeatina):
C10H13N5O\mathrm{C}_{10}\mathrm{H}_{13}\mathrm{N}_{5}\mathrm{O}C10H13N5O
Riduzione locale di IAA (acido indol-3-acetico):
C10H9NO2\mathrm{C}_{10}\mathrm{H}_{9}\mathrm{NO}_{2}C10H9NO2
8. Differenziazione batterica in batteroidi
La pianta fornisce al batterio un microambiente ipossico regolato dalla:
Leghemoglobina
Gruppo eme + proteina:
Heme Fe2++globina⟶Leghemoglobina (Fe2+)\text{Heme Fe}^{2+} + \text{globina} \longrightarrow \text{Leghemoglobina (Fe}^{2+}\text{)}Heme Fe2++globina⟶Leghemoglobina (Fe2+)
La leghemoglobina lega O₂ reversibilmente:
Lb-Fe2++O2⇌Lb-Fe3+O2−\text{Lb-Fe}^{2+} + \mathrm{O}_{2} \rightleftharpoons \text{Lb-Fe}^{3+}\mathrm{O}_{2}^{-}Lb-Fe2++O2⇌Lb-Fe3+O2−
9. Fissazione dell’azoto
La nitrogenasi catalizza:
N2+8H++8e−+16ATP⟶2NH3+H2+16ADP+16Pi\mathrm{N}_{2} + 8\mathrm{H}^{+} + 8\mathrm{e}^{-} + 16\mathrm{ATP} \longrightarrow 2\mathrm{NH}_{3} + \mathrm{H}_{2} + 16\mathrm{ADP} + 16\mathrm{P}_{i}N2+8H++8e−+16ATP⟶2NH3+H2+16ADP+16Pi
L’ammoniaca poi reagisce con protoni:
NH3+H+⟶NH4+\mathrm{NH}_{3} + \mathrm{H}^{+} \longrightarrow \mathrm{NH}_{4}^{+}NH3+H+⟶NH4+
La pianta incorpora NH4+\mathrm{NH}_{4}^{+}NH4+ nel metabolismo degli aminoacidi (via GS-GOGAT).
10. Riepilogo del dialogo molecolare con formule
Flavonoidi (es. luteolina, genisteina)
⇒\Rightarrow⇒ attivano NodD nei RhizobiaNodD* attiva la trascrizione dei geni nodABC
Sintesi dei fattori Nod (LCO)
(GlcNAc)4+acile+SO3−(\text{GlcNAc})_4 + \text{acile} + \text{SO}_3^{-}(GlcNAc)4+acile+SO3−
Legame LCO–recettore NFR1/5
⇒\Rightarrow⇒ onde di Ca²⁺Curvatura del pelo → tubo di infezione (callosio)
Citochinine + riduzione IAA → organogenesi del nodulo
Leghemoglobina → regolazione O₂
Nitrogenasi:
N2→NH3\mathrm{N}_{2} \rightarrow \mathrm{NH}_{3}N2→NH3
