Madre Terra non produce i cibi reali secondo i metodi dell’agricoltura convenzionale, e sinceramente neanche secondo i metodi
- dell’agricoltura biologica (accento sull’utilizzo di sostanze di sintesi antropica),
- dell’agricoltura rigenerativa (accento sulle interazioni pianta – rete trofica del suolo),
- dell’agricoltura biologica rigenerativa,
- dell’agricoltura biologica rigenerativa non industriale (accento sul prendersi cura degli agrosistemi in prima persona e non mediante apparati aziendali; in pratica, significa sostituire le grandi proprietà
- con piccole proprietà unipersonali con dimensione minore di 20 ha, o
- con piccole proprietà multipersonali con dimensione minore di (20 ha x numero persone titolari della proprietà che lavorano effettivamente la terra), escludendo quindi chi ha compiti solo amministrativi e/o direttivi).
Questi metodi si avvicinano progressivamente sempre di più al comportamento degli ecosistemi.
In campo agricolo, la Permacultura cerca di mimare, per quanto possibile, i processi di Madre Terra, per cui tende a adottare i metodi dell’agricoltura biologica rigenerativa non industriale.
Ma non si può annullare la distanza tra l’azione dell’uomo e l’azione di Madre Terra: l’agricoltura era, è e sempre sarà un’attività che modifica e sfrutta Madre Terra ai fini umani.
Noi specie umana (di solito si dice genere umano come se ci fossero diverse specie umane, ma non mi risultano altre specie umane) possiamo solo imparare a impattare il meno possibile su Madre Terra e, se fossimo intelligenti e caring, a lavorare sempre pro materia vivente e mai contro materia vivente e pro materia non vivente.
Che cosa è l'agricoltura biologica rigenerativa non industriale (ABRNI)?
L’agricoltura biologica rigenerativa non industriale è un insieme di metodi che dovrebbero permettere all’uomo agricoltore contemporaneo di
- coltivare piante,
- coltivare funghi,
- allevare animali
in modo responsabile
- verso Cerere, l’insieme degli ecosistemi naturali presenti sul pianeta Terra (Earth Care),
- verso la società umana (People care) e, in particolare, verso la salute dell’umanità che si nutre dei prodotti agricoli così ottenuti, e
- verso la vita del futuro (Future Care), sia la vita degli organismi connessi in un ecosistema, sia la vita dell’umanità, che si svolge prevalentemente negli antroposistemi.
I metodi che costituiscono l'ABRNI
Al momento, per me, i metodi (le strategie) sono 6:
Esempio di Coltivazione Rigenerativa
Dati iniziali del suolo su cui effettuare la coltivazione (dati rilevati in una azienda agricola sita a Torre di Mosto (VE) Italia)
Sostanza Minerale: 97.82%
- Sabbia 3.9%
- Limo 76.2%
- Argilla 19.9%
Sostanza Organica 2.18%
pH 7.7
Calcolo della potenziale capacità di sequestro del carbonio da parte del terreno in oggetto
Convertire SOM → SOC
Utilizziamo la stima standard: SOC = SOM × 0,58
SOC = 2,18% × 0,58 = 1,26%
StimIamo il potenziale di saturazione SOC
Applicheremo la relazione Hassink/Six ampiamente utilizzata: Saturazione SOC (%) ≈ 0,045 × (% argilla + % limo)
SOCsat = 0,045 × (76,2 + 19,9) = 0,045 × 96,1= 4,32%
Questa è la concentrazione massima di SOC che questo terreno potrebbe sequestrare in modo stabile, principalmente come materia organica associata ai minerali (MOAM). Qui non sono considerate le frazioni POM (particulate organic matter) e DOM (dissolved organic matter).
Confronto tra SOC attuale e potenziale
SOC attuale = 1,26%
SOC di saturazione = 4,32%
Deficit di SOC = 4,32% − 1,26% = 3,06%
Convertire il deficit di SOC in massa di carbonio per ettaro
Ipotesi:
- Densità apparente (è apparente perché nel terreno sono compresi spazi vuoti) = 1,3 g/cm³ (media per limo argilloso)
- Profondità del suolo = 30 cm
Conversione:
Stock SOC (Mg C/ha) = % 𝑆𝑂𝐶 × Densità apparente × Profondità × 10.000 m2/ha
Stock SOC attuale: 0,0126 × 1,3 Mg C/m3 × 0,30 m × 10.000 m2/ha = 49,14 Mg C/ha
Stock SOC di saturazione: 0.0432 × 1,3 Mg C/m3 × 0,30 m × 10.000 m2/ha = 168,48 Mg C/ha
Potenziale di sequestro totale
Guadagno potenziale = 168,48 − 49,14 = 119,34 Mg C/ha
Questo suolo può immagazzinare fino a ~ 120 Mg C/ha nei primi 30 cm, in condizioni ottimali, che corrispondono a 120 Mg C/ha x 3,67 Mg CO2/MgC = 440 Mg CO2/ha di CO₂ sequestrata.
Note sul pH = 7,7
Il terreno è leggermente alcalino, il che può:
- favorire la predominanza dei batteri rispetto ai funghi (i funghi preferiscono un pH neutro o leggermente acido)
- influenzare la disponibilità dei nutrienti (in particolare P, Fe, Mn, Zn)
- ridurre leggermente la conservazione della materia organica rispetto ai terreni acidi
- non limitare la stabilizzazione del carbonio, ma può influire sul percorso biologico (maggiore necromassa microbica dai batteri)
Raggiungere una saturazione SOC del 75-90%.
Sulla base dell’attuale SOC (1,26%) e del potenziale di saturazione (4,32%), l’intervallo SOC target del 75-90% di saturazione ci porta a definire i seguenti obiettivi per ettaro:
Stock (Mg C/ha, P = 30 cm) obiettivo:
- minimo 75% → (75% x 4,32% = 3,24%) → 126,3 Mg C/ha
- massimo 90% → (90% x 4,32% = 3,89%) → 151,6 Mg C/ha
Il SOC attuale è 49,1 Mg C/ha, quindi l’obiettivo di sequestro del carbonio in 10 anni è:
Minimo (al 75%): 126,3 – 49,1 = + 77 Mg C/ha
Massimo (al 90%): 151,6 – 49,1 = + 102 Mg C/ha
Ipotesi per il piano:
- Clima: temperato, umido (Italia nord-orientale)
- Profondità del suolo: 30 cm
- Densità apparente: 1,3 g/cm³ = 1,3 Mg/m³
- Efficienza dell’apporto di carbonio (carbonio stabilizzato / apporto di carbonio): ~15% – 20%
- Fabbisogno annuale di apporto di carbonio: ~ 40 – 50 Mg C/ha/anno per ottenere 8 – 10 Mg C/ha/anno
Piano di Coltivazione
Nella campagna della provincia di Venezia nordorientale (comune di Torre di Mosto), a inizio ottobre 2025 raccolgo la soia e:
- distribuisco letame (feci + urine + paglia di orzo e di frumento compostate) nella dose di 18.000 kg/ha,
- semino su sodo un mix di cover crops invernali: loietto e trifolium michelianum,
- se serve, eseguo una rullatura per garantire contatto suolo-seme senza compattare,
- sfalcio ai primi di maggio 2026 la cover crop,
- raccolgo il fieno ottenuto dallo sfalcio della cover crop per i daini,
- semino su sodo soia non ogm nella seconda metà di maggio 2026,
- se serve, eseguo una rullatura per garantire contatto suolo-seme senza compattare,
- dopo una settimana dall’emergenza della soia diserbo con Leopard,
- raccolgo la soia in ottobre 2026,
- distribuisco letame (feci + urine + paglia di orzo e di frumento compostate) nella dose di 18.000 kg/ha,
- semino su sodo un cereale vernino (orzo o frumento)
- se serve, eseguo una rullatura per garantire contatto suolo-seme senza compattare,
- effettuo una concimazione con 100 kg di urea con inibitori a metà dicembre 2026
- effettuo una concimazione con 200 kg di nitrato ammonico a metà marzo 2027
- raccolgo tra metà giugno 2027 e primi di luglio 2027 il cereale vernino,
- raccolgo la paglia del cereale vernino per i daini,
- semino su sodo un mix di cover crops estive: vigna unguiculata e chicorium intybus,
- se serve, eseguo una rullatura per garantire contatto suolo-seme senza compattare,
- sfalcio e raccolgo per i daini le cover crops in ottobre 2027, e
ricomincio daccapo distribuendo il letame.
Potrebbe funzionare questo piano di coltivazione per
- raggiungere una saturazione SOC del 75-90% dopo 8/10 anni e
- arricchire la rete trofica del suolo, in particolare la componente di funghi micorrizici?
Potremo saperlo solo verificando periodicamente i risultati
Cosa monitorare periodicamente
Parametro | Metodo | Frequenza |
---|---|---|
SOC (%) | Combustione secca (elementare) | Annuale |
C/N | Elementare | Annuale |
Densità apparente | Anello metallico | Ogni 2 anni |
Biomassa fungina | PLFA o DNA | Ogni 2 anni |
Indice di aggregazione | Test aggregati stabili | Ogni 2 anni |
Fungal:bacterial ratio | laboratorio | Annuale |
N tot e disponibile | KCl + colorimetria | Semestrale |
Coltivazione sintropica a Torre di Mosto
Il flusso energetico determina l’ordine – Luce solare → Fotosintesi: le colture sia di copertura sia da raccolto (loietto, trifoglio, fagiolo, cicoria, cereali, soia) intercettano l’energia solare e convertono la CO₂ in zuccheri, biomassa ed essudati radicali. Questo trasforma il carbonio atmosferico diffuso in molecole organiche strutturate, riducendo l’entropia locale.
Biomassa → Materia organica del suolo (SOM) – I residui vegetali, le radici e gli essudati radicali e ifali diventano cibo per la rete alimentare del suolo (batteri, funghi, protozoi, nematodi, lombrichi). I microbi trasformano il carbonio labile in humus, una forma di carbonio altamente organizzata e stabile. Questo crea riserve di carbonio nel suolo a lungo termine, creando ordine e complessità nel sottosuolo.
La biodiversità crea stabilità – La rotazione diversificata delle colture da reddito e le colture di copertura imitano la successione naturale → più nicchie, più associazioni microbiche, meno infestazioni di parassiti. La diversità consente un ciclo sinergico dei nutrienti (ad esempio, le fabaceae fissano l’azoto, le poaceae stabilizzano il carbonio, le asteraceae estraggono minerali e li portano in superficie). Questa dinamica genera una crescente resilienza dell’ecosistema, un indicatore chiave della sintropia.
I cicli dei nutrienti si chiudono → l’entropia diminuisce – L’applicazione di compost ricicla i nutrienti e il carbonio, riducendo le perdite. Gli essudati delle radici favoriscono la vita microbica che mantiene il carbonio in circolazione invece di lasciarlo ossidare rapidamente. Meno perdita di nutrienti → più ciclo interno → più ordine.
Arricchimento della rete trofica del suolo – Nutrendo i microbi con carbonio fresco (essudati radicali, compost), si stimola una complessa rete di vita nel suolo. Più livelli trofici (batteri → protozoi → nematodi → lombrichi → artropodi) → maggiore sintropia, poiché l’energia viene catturata e riutilizzata invece di dissiparsi.
Sintropia a livello paesaggistico – La rimozione di fieno/paglia per la lettiera è un’esportazione temporanea, ma la si bilancia con il ritorno del compost di letame → chiusura del ciclo.
I campi sottoposti a gestione rigenerativa si muovono verso un ordine superiore: migliore struttura del suolo, più SOM, maggiore ritenzione idrica, erosione ridotta. Nel corso degli anni, il sistema si auto-organizza verso una maggiore produttività con minori input esterni – segno distintivo della sintropia.
Nel nostro piano, il sequestro del carbonio è sintropico perché:
- aumenta l’ordine (materia organica strutturata da CO₂).
- favorisce la vita (biodiversità del suolo, simbiosi radici-microbi).
- costruisce resilienza (SOM stabile, cicli dei nutrienti).
- crea le condizioni per una maggiore vita nel futuro (maggiore fertilità, regolazione dell’acqua, tamponamento del microclima).