Sintropia vs. Entropia
Rudolf Clausius, un fisico e matematico tedesco, coniò il termine entropia nel 1865.
Luigi Fantappiè, un matematico italiano, coniò il termine sintropia nel 1942 (Principi di una teoria unitaria del mondo fisico e biologico, Roma, Humanitas nova, 1944).
L’entropia misura la tendenza naturale di un sistema isolato (zero scambi di materia ed energia con l’ambiente) di dirigersi verso stati più probabili, più disordinati, più dispersi, più “uniformi”.
L’entropia misura il naturale ed irreversibile decadimento dell’energia da forme ad alto potenziale a forme a più basso potenziale.
La sintropia è l’opposto dell’entropia.
La sintropia misura la tendenza di un sistema vivente a crescere, svilupparsi e riprodursi, ovvero a ordinare, concentrare, accumulare energia al suo interno (moltiplicazione, differenziazione, diversificazione e complessificazione).
Qui per sistema vivente non intendiamo solo virus, cellule, organismi viventi multicellulari, ma anche olobionti, ecosistemi e il pianeta Terra nella sua interezza e unicità: il pianeta vivente, Gaia. La Terra è un sistema sintropico!
Tutti i sistemi viventi sono sistemi sintropici.
Perché la Terra può essere considerata un sistema sintropico?
Come sopra accennato, l’entropia indica che nei sistemi isolati l’energia tende a disperdersi e l’ordine diminuisce nel tempo mentre la sintropia indica la tendenza dei sistemi viventi, sistemi non isolati, a creare ordine, organizzazione e complessità incanalando opportunamente i flussi di energia ricevuti dall’esterno.
In ecologia e scienza dei sistemi, la sintropia descrive il processo attraverso il quale la vita si auto-organizza, aumenta la diversità e crea le condizioni per più vita.
Poiché la Terra riceve un flusso costante di energia esterna (il Sole), la Terra non è un sistema isolato. Essa riceve continuamente circa 173.000 terawatt di radiazione solare (121.000 terawatt al netto dell’albedo medio terrestre fatto pari a 0.30).
Le alghe, le piante e gli altri organismi fotosintetici (alcuni batteri e alcuni archea) catturano una piccola parte di quell’energia e la trasformano in energia chimica di legame contenuta nei carboidrati triosi e successivi (esosi, …).
Questo afflusso costante di energia di alta qualità permette alla biosfera terrestre di resistere all’entropia a livello locale creando ordine e struttura. La vita trasforma l’energia in organizzazione.
La fotosintesi è alla radice della sintropia: energia luminosa → energia chimica → biomassa.
Gli ecosistemi costruiscono reti trofiche complesse, riciclando la materia ( H₂O, C, N, P, …) in modi sempre più efficienti.
Nel corso di miliardi di anni, la vita è aumentata:
- Evoluzione e Biodiversità (dai microbi alle foreste e alle barriere coralline),
- Complessità della biomassa (materia organica del suolo, humus, successioni ecosistemiche),
- Regolazione planetaria (teoria di Gaia: atmosfera ossigenata, regolazione del clima, cicli dell’acqua, del carbonio e degli altri elementi chimici usati come nutrienti).
La Terra nel suo complesso mostra tendenze sintropiche.
Invece di degradare l’energia nel caos, la biosfera terrestre utilizza l’energia per generare un ordine crescente.
La formazione dei suoli (ecosistemi), la successione forestale, la costruzione delle barriere coralline e il sequestro del carbonio sono processi sintropici: accumulano struttura e resilienza.
Anche se a prima vista il sequestro del carbonio può lasciare interdetti, bisogna pensare che il carbonio immagazzinato alimenta la rete trofica del suolo, crea habitat e stabilizza le condizioni climatiche che sostengono ulteriori cicli di vita. Per contro, non tutti i processi di sequestro sono sintropici. La fossilizzazione (torba → carbone) è un processo di sequestro del carbonio, ma rimuove il carbonio dalla biosfera invece di contribuire attivamente alla costruzione di sistemi viventi. Il sequestro abiotico (precipitazione di carbonato negli oceani) è un processo che aumenta l’ordine (da gas CO2 a solido, per esempio, CaCO3), ma non contribuisce direttamente alla costruzione della vita.
Gli ecosistemi naturali evolvono verso una maggiore complessità, cooperazione e stabilità (ecosistemi climax).
Ma la sintropia coesiste con l’entropia. A livello globale, l’universo tende all’entropia. A livello locale, la Terra può sviluppare sintropia perché è un sistema aperto. La diminuzione dell’entropia (aumento dell’ordine) sulla Terra è “pagata” dall’aumento dell’entropia del Sole che irradia energia verso l’esterno.
In sintesi:
Il pianeta Terra è sintropico perché sfrutta l’energia del Sole per costruire continuamente ordine, complessità e resilienza nella sua biosfera. La vita non combatte l’entropia, ma organizza i flussi di energia in cicli auto-rinforzanti che aumentano la biodiversità, la fertilità e la stabilità, rendendo la Terra un sistema vivente e co-evolutivo.
Nella filosofia Taoista, ci sono due forze opposte ma complementari che regolano l’universo: Yang divergente (entropia) e Ying convergente (sintropia)! L’obiettivo di ogni persona saggia è bilanciare gli opposti per creare unità.
Nel pensiero Tantrico, la complementarietà degli opposti è rappresentata dalla danza di Shiva e Shakti.
Entropia e Shiva
In fisica, l’entropia è la misura del disordine, della diffusione o della freccia irreversibile del tempo (sistemi che si muovono verso l’equilibrio). Shiva è spesso visto come immobilità, dissoluzione, vuoto, ritorno alla pura coscienza. In questo senso, egli risuona con l’entropia come tendenza di tutte le forme a dissolversi nuovamente in un’unità indifferenziata.
Sintropia e Shakti
La sintropia è la tendenza verso un aumento dell’ordine, della coerenza, della vita, dell’auto-organizzazione. Shakti è energia creativa, forza generativa, il potere che manifesta forma, complessità, diversità, evoluzione. Questo si adatta perfettamente alla sintropia: Shakti è ciò che organizza l’energia in modelli viventi invece di lasciarla decadere.
La loro danza
La vita esiste grazie alla tensione tra sintropia (organizzazione) ed entropia (uniformizzazione). Allo stesso modo, il cosmo esiste attraverso la danza di Shakti e Shiva: emergenza (sintropia) e ritorno (entropia). Nessuno dei due può esistere senza l’altro: troppa entropia = vuoto puro, troppa sintropia = caos sfrenato. La danza è equilibrio.
Una sfumatura
Nel Tantra, Shiva non è “decadimento” in senso negativo. È puro potenziale, consapevolezza immutabile. L’entropia è solitamente vista come “perdita di struttura”, ma in una prospettiva spirituale è ritorno al fondo informe.
Quindi, potrebbe essere più preciso dire:
Shakti = sintropia → differenziazione, creazione di ordine, diversità.
Shiva = entropia → ritorno alla fonte, equilibrio, quiete oltre la forma.
La loro unione (yoga) = l’equilibrio dinamico che permette al cosmo e alla vita di esistere. La danza senza fine tra Shiva e Shakti determina l’unità dell’Universo e della Vita, la loro danza è il ritmo dell’esistenza: espansione-contrazione, creazione-dissoluzione, silenzio-suono, vita-morte, La danza è ciclica, ritmica, infinita, proprio come il pulsare del cosmo, il respirare degli animali, il battito dei nostri cuori.
N.B.: Molti interpreti avvicinano Shiva alla sintropia e Shakti all’entropia, contrariamente a quanto fatto da me.
Le idee guida dell'Agricoltura Sintropica
Quali sono le idee guida dell’Agricoltura Sintropica?
Per me, sono le sette seguenti.
Successione ecologica
La vita tende verso una maggiore complessità.
Concetto – In natura, gli ecosistemi si evolvono spontaneamente da comunità semplici e opportunistiche (malerbe annuali) a sistemi complessi, stratificati e resilienti (foreste climax).
Implicazioni per l’agricoltura – Invece di opporsi alla successione (come nell’agricoltura convenzionale, che mantiene gli ecosistemi in una “fase iniziale” artificiale), l’agricoltura sintropica lavora con la successione. Gli agricoltori la guidano e la accelerano scegliendo specie che imitano gli strati di successione naturale.
Esempio – Piantare specie pioniere a crescita rapida (girasole, miglio, loglio) con piante perenni a crescita più lenta (alberi da frutto, specie da legname). Le pioniere crescono rapidamente, producono biomassa e preparano il terreno per gli alberi longevi.
Strati e Biodiversità
Concetto – Le foreste naturali utilizzano in modo efficiente la luce, l’acqua e le sostanze nutritive organizzando le piante in strati verticali (coperture del suolo, arbusti, alberi del sottobosco, chioma, specie emergenti).
Implicazioni per l’agricoltura – Progettare agrosistemi che massimizzino la cattura fotosintetica e riducano al minimo le nicchie vuote.
Esempio – Sullo stesso appezzamento è possibile coltivare: Coperture del suolo (zucche, fagioli); Colture di medio livello (mais); Alberi ad alto fusto (frutta, noci); Alberi da legname (specie emergenti a lungo termine).
Questa stratificazione aumenta la produttività per area e rafforza la resilienza.
Potatura e gestione della biomassa (riciclaggio dell'energia)
Concetto – Negli ecosistemi naturali, la materia organica ritorna costantemente al suolo (caduta delle foglie, legno morto). Götsch sottolinea l’importanza della potatura attiva per accelerare il ritorno della biomassa e stimolare la crescita. Tagliare le piante erbacee e potare gli alberi è non tanto una questione di gestione, quanto un modo per riciclare l’energia solare e immetterla nel suolo al momento giusto.
Implicazioni per l’agricoltura – La potatura regolare indirizza l’energia verso la crescita delle radici, stimola la fotosintesi e produce pacciame in situ, che nutre gli organismi del suolo e crea humus.
Esempio – La potatura di alberi appartenenti alla famiglia delle fabaceae, come Robinia pseudoacacia e Cercis siliquastrum, fornisce concime verde, ombreggia le colture delicate e accelera la successione convogliando l’energia verso la vita del suolo.
Nutrire la rete trofica del suolo, non direttamente le piante
Concetto – La fertilità deriva dall’attività biologica della rete alimentare del suolo, non da input chimici esterni.
Implicazioni per l’agricoltura – Immagazzinare la materia organica, costruire la struttura del suolo, aumentare la diversità microbica attraverso gli essudati radicali e il minimo disturbo.
Esempio – Invece di applicare fertilizzanti NPK (sali solubili), aggiungere grandi quantità di residui organici (letame, potature, compost) che i microbi trasformano in materia organica stabile nel suolo (humus).
Passare da relazioni competitive a relazioni cooperative (Cooperazione e Abbondanza)
Concetto – In natura, gli organismi tendono alla cooperazione: le nicchie si completano a vicenda, le radici secernono composti che nutrono i microbi, le micorrize collegano le piante tra loro.
Implicazioni per l’agricoltura – Le comunità vegetali sono progettate per aiutarsi a vicenda. Creazioni di gilde (consociazioni di specie di piante diverse che integrano le loro specializzazioni funzionali per ottenere un risultato sinergico, ovvero maggiore della somma del lavorio di ogni specie).
Esempio – I legumi fissano l’azoto, le piante con radici profonde (radicchi, consolide) portano in superficie i minerali, le piante pioniere a crescita veloce forniscono ombra e pacciamatura. Insieme aumentano la fertilità dell’intero sistema.
Il tempo come variabile chiave di progettazione (sincronia con i ritmi naturali)
Concetto – Gli ecosistemi si sviluppano in onde temporali: germinazione, insediamento, maturità, senescenza. L’agricoltura dovrebbe imitare e accelerare queste successioni invece di congelarle.
Implicazioni per l’agricoltura – Le specie a ciclo breve, medio e lungo vengono seminate insieme, in modo che il sistema si evolva dinamicamente.
Esempio – Ortaggi annuali per il raccolto a breve termine, alberi da frutto per il medio termine e alberi da legname per il lungo termine. Quando le piante annuali declinano, quelle perenni sono già consolidate.
Ruolo dell'uomo: coautore con la natura
Implicazioni per l’agricoltura – Gli agricoltori intervengono per “potare, piantare e gestire” in modi da favorire la successione e i flussi di biomassa, senza mai andare contro la tendenza della vita alla complessità.
Esempio – Potatura selettiva per accelerare la successione, piantare biodiversità piuttosto che monocolture, raccogliere senza interrompere il ciclo di rigenerazione. Lavorare in contrapposizione all’agricoltura basata sull’entropia (degrado del suolo, monocolture); lavorare seguendo i metodi dell’agricoltura biologica rigenerativa non industriale sintropica (rigenerazione del suolo, aumento della biodiversità).
Progetto a Torre di Mosto
Work in Progress
Silvicoltura convenzionale | Foreste di Miyawaki | Agricoltura Sintropica | |
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Missione | Sfruttamento - Silvicoltura industriale → estrazione di risorse, bassa resilienza. | Ripristino - Medicina ecologica → guarisce rapidamente i terreni degradati. | Rigenerazione + Produzione - Sinfonia agroecologica → gli esseri umani co-creano abbondanza con la natura. |
Obiettivo principale | Produrre legname / pasta di cellulosa per il mercato | Ripristinare rapidamente ecosistemi forestali nativi densi | Produrre cibo + legname + servizi ecosistemici |
Velocità di crescita | Lenta: 80-100+ anni per raggiungere la maturità | 10-30 volte più veloce della crescita naturale; 20-30 anni per raggiungere la maturità | Accelerata dalla gestione successionale: annuali → perenni → climax |
Scelta delle specie | Di solito monocolture (pino, eucalipto, abete rosso, ecc.) | Solo specie autoctone, che riflettono il climax locale | Misto: autoctone + coltivate, annuali + perenni |
Densità di impianto | Spaziatura bassa-moderata per la crescita del legname | Molto densa (3-5 alberelli/m²) → rapida chiusura della chioma | Densità diversificata, per strati (copertura del suolo, arbusti, alberi, emergenti) |
Biodiversità | Bassa (1-3 specie) | Elevata (30-100+ specie a seconda del sito) | Elevata, ma orientata alla diversità produttiva (cibo, fibre, medicine, foraggio, legname) |
Gestione del suolo | Fertilizzazione/prodotti chimici spesso utilizzati; poca cura del suolo | Arricchimento iniziale e pacciamatura | Riciclaggio continuo della biomassa (potatura, pacciamatura, concime verde) |
Ruolo dell'uomo | Interventi continui (piantumazione, diradamento, disboscamento) | Non intervento dopo i primi 2-3 anni | Gestione attiva permanente (guida della successione, potatura, piantumazione) |
Cattura del carbonio (a breve termine) | Moderata: dipende dal ciclo di crescita, più lenta all'inizio | Molto elevata: 30 volte più efficace nei primi decenni | Elevata: sequestro di biomassa + materia organica del suolo |
Cattura del carbonio (a lungo termine) | Elevata, ma vulnerabile (il disboscamento rilascia nuovamente C) | Si stabilizza dopo circa 30 anni | Mantenuta tramite cicli di rinnovamento del suolo + biomassa |
Resilienza | Bassa: monocoltura vulnerabile a parassiti, incendi, malattie | Elevata: imita la foresta naturale | Elevata: policoltura e basata sulla successione |
Uso della biomassa | Spesso rimossa come legname; i residui a volte vengono bruciati | Lettiera naturale → humus | Biomassa potata riciclata nel suolo → motore di fertilità |
Scala e contesto | Ideale per la produzione industriale di legname | Ideale per terreni urbani / periurbani / degradati | Ideale per agrosistemi e aziende agricole |