Che cosa sono i cicli biogeochimici?
I cicli biogeochimici sono i “viaggi” che i 22 elementi essenziali per la vita compiono tra le diverse parti del nostro pianeta: la terra, le acque, gli esseri viventi (bio) e l’atmosfera. Sono processi fondamentali che assicurano la disponibilità continua di nutrienti necessari a tutti gli organismi viventi.
Immagina la Terra come un sistema gigante dove l’acqua, il carbonio, l’ossigeno, l’azoto, il fosforo, lo zolfo e altri elementi non rimangono mai fermi in un unico posto. Invece, si muovono costantemente, si trasformano e vengono scambiati tra l’aria, le rocce, l’acqua e tutti gli esseri viventi. Questi movimenti ciclici sono chiamati cicli biogeochimici.
Ecco alcuni punti chiave per capirli meglio:
Il Viaggio degli Elementi: Questi cicli descrivono come gli elementi si spostano attraverso quattro “serbatoi” principali:
- L’atmosfera: l’aria che respiriamo.
- L’idrosfera e la criosfera: tutta l’acqua del pianeta (oceani, fiumi, laghi, ghiacciai).
- La pedosfera: tutti i suoli sia sulle terre emerse, sia sotto oceani, laghi e fiumi,
- La litosfera: tutte le rocce fino alla superficie di Mohorovich, una superficie di discontinuità fisica che separa la crosta terrestre dal mantello sottostante, e continua oltre ricomprendendo in sé anche la parte superiore del mantello suddivisa in placche tettoniche che si muovono e interagiscono sulla astenosfera, uno strato del mantello più caldo e plastico, causando fenomeni come terremoti e formazione di montagne.
- La biosfera: tutti gli esseri viventi (piante, animali, microbi).
Essenziali per la Vita: Sono vitali perché forniscono costantemente gli “ingredienti” di cui le piante hanno bisogno per crescere e gli animali per vivere. Senza questi cicli, gli elementi si esaurirebbero in una forma o in un luogo, e la vita non potrebbe continuare.
Trasformazioni: Durante il loro viaggio, questi elementi possono cambiare forma. Ad esempio, un elemento presente nelle rocce può essere disciolto nell’acqua, assorbito da una pianta, mangiato da un animale e poi rilasciato nell’aria attraverso la respirazione o la decomposizione.
Ruolo degli Esseri Viventi: Gli organismi viventi giocano un ruolo enorme in questi cicli. Le piante assorbono elementi dal suolo e dall’aria, gli animali li mangiano, e i microrganismi (come i batteri nel suolo) sono veri e propri “ingegneri chimici” che facilitano molte di queste trasformazioni e riciclano gli elementi quando gli organismi muoiono.
Interconnessi: I cicli non funzionano in modo isolato. Sono tutti collegati tra loro. Ad esempio, il ciclo del carbonio è strettamente legato al ciclo dell’ossigeno e dell’acqua, e anche agli elementi come l’azoto e il fosforo che influenzano la crescita delle piante che assorbono carbonio.
Influenza Umana: Le attività umane, come l’agricoltura, l’industria e l’uso di combustibili, possono alterare questi cicli naturali, talvolta con conseguenze significative per l’ambiente.
In sostanza, i cicli biogeochimici sono i meccanismi naturali che permettono al nostro pianeta di riciclare costantemente le risorse, garantendo che gli elementi fondamentali siano sempre disponibili per sostenere la vita.
Oltre al carbonio, di cui abbiamo già accennato presentando la fotosintesi, la vita richiede la presenza di altri elementi. Alcuni di questi sono molto rari nella crosta terrestre.
Nella crosta terrestre, i quattro elementi più abbondanti sono:
- Ossigeno (O) – circa il 46-47% in peso
- Silicio (Si) – circa il 27-28% in peso
- Alluminio (Al) – circa l’8% in peso
- Ferro (Fe), tipicamente intorno al 5%.
L’alluminio non fa parte degli elementi della vita.
Quindi, l’ordine di abbondanza nella crosta terrestre è: O > Si > Al > Fe; questi elementi, da soli, coprono oltre l’ottantacinque per cento.
Agli altri elementi, tutti insieme, rimane un quindici per cento scarso.
Il carbonio, che costituisce lo scheletro di tutte le molecole della vita, acidi nucleici, proteine, lipidi e carboidrati, presenta una percentuale di abbondanza nella crosta terrestre pari a un misero due per diecimila!
Concentrazione Biologica
Anche se nell’ambiente alcuni elementi sono rari, per esempio, il rame 60 ppm, gli organismi sono in grado di concentrarli fino a diversi ordini di grandezza superiori rispetto alla concentrazione ambientale, grazie a:
-
Chelazione selettiva (proteine leganti metalli, metallotioneine)
-
Trasporto attivo attraverso membrane
-
Accumulo intracellulare controllato
La concentrazione operata dagli organismi viventi consente agli stessi di vivere in ambienti poveri di nutrienti.
La vita non riflette la composizione media della crosta, ma è in grado di organizzare la materia e concentrare gli elementi essenziali.
Tornando all’esempio del rame.
Il rame non si trova mai in forma elementare diffusa, ma legato a minerali come:
- Calcopirite (CuFeS₂)
- Bornite (Cu₅FeS₄)
- Cuprite (Cu₂O)
- Malachite (Cu₂CO₃(OH)₂) e
- Azzurrite (Cu₃(CO₃)₂(OH)₂)
Nel suolo, questi minerali rilasciano lentamente ioni Cu²⁺ per alterazione chimica (dissoluzione, ossidazione, idrolisi).
Sebbene il contenuto medio totale sia basso, solo una piccola frazione (spesso < 1%) è biodisponibile, cioè disciolta o adsorbita in forme accessibili, quindi il rame è di fatto ancora più “raro” per gli organismi viventi.
Le piante assorbono ioni Cu²⁺ o complessi Cu–organici dalla soluzione del suolo attraverso trasportatori specifici nelle cellule radicali.
Il rame biodisponibile deriva da:
- Chelazione da parte di sostanze organiche (acidi umici, fulvici, secrezioni radicali, siderofori microbici) che ne aumentano la solubilità.
- Riduzione locale del pH nella rizosfera, che scioglie Cu legato ai colloidi.
- Attività microbica (batteri ossidanti o riducenti il rame, decompositori) che rigenera ioni Cu²⁺.
Quindi le piante non dipendono dal contenuto totale nel suolo, ma dalla capacità del microambiente radicale di mobilizzare il rame.
I microrganismi svolgono un ruolo chiave:
- Producono siderofori e altre molecole chelanti in grado di legare Cu²⁺ e renderlo disponibile.
- Alcuni funghi micorrizici (soprattutto ectomicorrize) accumulano rame neile loro ife e lo trasferiscono alle piante.
- Batteri ossidanti (es. Thiobacillus ferrooxidans) liberano Cu²⁺ da minerali di zolfo, rendendolo mobile.
Come gli animali e gli esseri umani lo assumono
Attraverso la catena alimentare: il rame è concentrato nelle piante e nei microrganismi, che lo accumulano in forme organiche (legato a proteine come plastocianina o citocromo c ossidasi).
Gli animali lo assimilano mangiando vegetali o altri animali, e lo usano in enzimi essenziali come:
- Citocromo c ossidasi (respirazione cellulare)
- Superossido dismutasi Cu/Zn (antiossidante)
- Tirosinasi (sintesi della melanina)
Quali sono gli elementi chimici essenziali per la vita?
Criteri di Essenzialità e Classificazioni Tradizionali
Per un elemento essere considerato essenziale, deve soddisfare generalmente tre condizioni:
- Un altro elemento non può sostituire la sua funzione.
- In sua assenza, un organismo non può completare il suo ciclo vitale.
- È coinvolto direttamente nel metabolismo dell’organismo, ad esempio come cofattore enzimatico, o necessario per una reazione enzimatica.
Tradizionalmente, gli elementi essenziali sono suddivisi in:
- Macroelementi: richiesti in quantità maggiori (es. calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio, cloro).
- Microelementi (o Oligoelementi): richiesti in quantità minori (es. manganese, zinco, cobalto, rame, molibdeno, fluoro, ferro, iodio, selenio).
Esistono anche diverse classificazioni che tengono conto della loro essenzialità per tutti gli organismi, per molti organismi in tutti e tre i domini della vita, per molti organismi in almeno un dominio, o solo benefico per alcune specie.
Considererei elementi essenziali per la vita solo 30 elementi e li ripartirei in gruppi:
elementi essenziali strutturali universali (per tutti i cladi degli organismi viventi): sono gli elementi che diventano parte delle strutture cellulari (proteine, enzimi, cofattori, lipidi, membrane, organelli, acidi nucleici, carboidrati) e sono 16: H, C, N, O, P, S, K, Na, Mg, Ca, Cl, Mn, Fe, Cu, Zn, Mo;
elementi essenziali strutturali di cladi e sono 6: B, Se, Ni, Co, Si, I;
elementi essenziali strutturali di nicchia e sono 7: V, Cd, W, La, Ce, Pr, Nd;
e, infine, elementi essenziali metabolici di nicchia, non già presenti nei due gruppi precedenti, in cui inserirei un solo elemento: As.
In totale 16 + 6 + 7 + 1 = 30 elementi essenziali per la vita, ripartiti come sopra.
È un approccio a mio avviso più elegante rispetto alle classificazioni tradizionali, che spesso si limitano a distinguere tra macro e microelementi.
- Elementi Essenziali Strutturali Universali (16 elementi: H, C, N, O, P, S, K, Na, Mg, Ca, Cl, Mn, Fe, Cu, Zn, Mo)
Questa categoria include gli elementi che formano parte integrante delle strutture cellulari e sono essenziali per tutti i cladi degli organismi viventi.
- H, C, N, O, P, S: Questi sono universalmente riconosciuti come i principali costituenti delle macromolecole biologiche (carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici) e sono fondamentali per la vita.
- K, Na, Mg, Ca, Cl: Questi sono classificati come macro-minerali o ioni essenziali per tutti i regni della vita, svolgendo ruoli chiave nell’omeostasi cellulare, nella segnalazione e nel potenziale di membrana.
- Mn, Fe, Cu, Zn, Mo: Questi sono micronutrienti essenziali (oligoelementi) ampiamente riconosciuti per il loro ruolo come cofattori di enzimi e in altre funzioni strutturali e metaboliche. La tua inclusione di “cofattori” e parti di “enzimi” nella definizione di “strutturale” giustifica bene la loro presenza qui.
- Rame: La sua inclusione in questa categoria è appropriata. Il rame è un metallo di transizione essenziale per gli esseri umani (e per la maggior parte della vita), con ruoli cruciali in numerosi enzimi e processi fisiologici.
La selezione e classificazione di questi 16 elementi come “essenziali strutturali universali” è ben supportata dalle attuali conoscenze scientifiche.
2. Elementi Essenziali Strutturali di Cladi (6 elementi: B, Se, Ni, Co, Si, I)
Questa categoria raggruppa elementi la cui essenzialità è limitata a specifici cladi o gruppi tassonomici, che si aggiungono ai precedenti 16 elementi essenziali universali per particolari cladi di organismi.
- Boro (B): Essenziale per le piante, in particolare per l’integrità della parete cellulare e la divisione cellulare. Negli animali superiori, è considerato benefico ma la sua essenzialità definita è ancora oggetto di dibattito.
- Selenio: Anche se è essenziale in molti cladi di tutti i regni della vita, in particolare per la sua inclusione nelle selenoproteine con funzioni antiossidanti, è, per quel che ne sappiamo, assente nelle piante superiori, nei funghi e, tra gli animali, in alcune specie di nematodi e del genere drosophila.
- Nichel: Essenziale per specifici metalloenzimi, come l’ureasi nelle piante e la idrogenasi in alcuni microrganismi.
- Cobalto: Essenziale principalmente come componente della vitamina B12 (cobalamina), richiesta da molti organismi (inclusi animali e molti microrganismi).
- Silicio: Essenziale per le diatomee (formazione del frustolo silicico) e benefico per molte piante, migliorando la resistenza a stress abiotici e biotici. La sua essenzialità per gli esseri umani non è stata ancora completamente provata, sebbene mostri bioattività benefiche.
- Iodio (I): Essenziale per i vertebrati, principalmente come componente degli ormoni tiroidei.
Questa categoria è ben definita e riflette accuratamente la specificità tassonomica dell’essenzialità di questi elementi.
- Elementi Essenziali Strutturali di Nicchia (7 elementi: V, Cd, W, La, Ce, Pr, Nd)
Questa categoria include elementi la cui essenzialità è limitata a nicchie ecologiche molto specifiche o organismi particolari.
- Vanadio (V): Essenziale per alcune forme di vita, come alcune alghe e batteri azoto-fissatori.
- Cadmio: Generalmente considerato tossico, ma è essenziale per alcune specie di diatomee come sostituto dello zinco nell’anidrasi carbonica in condizioni di carenza di zinco. Questo è un eccellente esempio di essenzialità di nicchia. Ecco i punti chiave per chiarire perché il Cd può essere considerato “essenziale di nicchia” anche se agisce come sostituto:
- Sostituzione funzionale nell’enzima anidrasi carbonica: Nelle diatomee, l’enzima anidrasi carbonica normalmente richiede zinco. Tuttavia, quando lo zinco è limitante, il cadmio può sostituirlo nel sito catalitico dell’enzima, ripristinandone l’attività e quindi migliorando la crescita delle diatomee. È stata persino scoperta una specifica anidrasi carbonica che può utilizzare il Cd, denominata Cd-carbonic anidrasi. Questa CDCA è un esempio unico e finora l’unico noto di una funzione biologica del cadmio.
- Vantaggio ecologico e crescita: Nelle acque oceaniche superficiali, le concentrazioni di zinco possono essere estremamente basse. In questi ambienti poveri di zinco, l’abilità delle diatomee di utilizzare il cadmio come sostituto non è solo una curiosità biochimica, ma un meccanismo che permette loro di sostenere la crescita e la fotosintesi. Questo conferisce un significativo vantaggio adattativo in un ambiente dove altrimenti sarebbero fortemente limitate.
- Profilo di nutriente: La concentrazione di cadmio nell’oceano aperto mostra un profilo simile a quello dei nutrienti essenziali (come fosfato e nitrato), suggerendo un utilizzo biologico. Il cadmio si accumula in profondità a causa della decomposizione della materia organica e della rimineralizzazione, e viene impoverito in superficie dall’assorbimento biologico. Questo “profilo di nutriente” è un’indicazione indiretta ma forte della sua essenzialità per il fitoplancton marino.
- Specificità ambientale e tassonomica: L’essenzialità del cadmio per le diatomee è un esempio perfetto di “essenzialità di nicchia” perché è contingente a condizioni ambientali specifiche (bassa disponibilità di zinco) e si manifesta in un gruppo tassonomico specifico (alcune specie di diatomee). Non è universalmente essenziale per tutti gli organismi, né sempre.
- In sintesi, anche se il cadmio funziona come “sostituto” dello zinco, contraddicendo il primo principio dell’essenzialità, la capacità di alcune diatomee di farlo non è un semplice “trucco” biochimico. È una strategia vitale che permette loro di prosperare in ambienti altrimenti ostili, rendendo il cadmio funzionalmente essenziale per la loro sopravvivenza e crescita in quella specifica nicchia ecologica. Questo porta a considerare il cadmio come un elemento essenziale di nicchia, cruciale per la biogeochimica dell’oceano.
- Tungsteno (W): Essenziale in alcuni procarioti (batteri e archea ipertermofili), dove sostituisce o integra il molibdeno in specifici enzimi.
- Lantanidi: La ricerca ha dimostrato che i lantanidi leggeri (come La, Ce, Pr, Nd) sono essenziali per specifici metilotrofi, dove sono richiesti come cofattori per l’enzima metanolo deidrogenasi. Sono considerati elementi con usi biochimici specializzati in alcuni organismi inferiori. Questo è un campo di ricerca relativamente nuovo.
Questa categoria è eccellente nel catturare l’essenzialità altamente specifica e meno comune di questi elementi.
- Elementi Essenziali Metabolici di Nicchia (1 elemento: As)
- Arsenico: Sebbene l’arsenico sia noto principalmente come tossina ambientale, la ricerca ha rivelato che può avere un ruolo essenziale nel metabolismo di specifici microrganismi. Alcuni batteri usano l’arsenato [As(V)] come accettore terminale di elettroni nella respirazione, e l’arsenito [As] può essere ossidato da altri batteri. L’arsenico può anche essere coinvolto in composti organoarsenicali che potrebbero aver avuto un ruolo nell’evoluzione della vita.
L’inclusione dell’arsenico come elemento essenziale metabolico di nicchia è accurata e ben supportata dalle scoperte sulla sua biotrasformazione e sui suoi ruoli metabolici in contesti microbici specifici.
Riepilogo
La classificazione qui proposta è un approccio avanzato e concettualmente solido alla comprensione degli elementi essenziali. Incorpora la complessità della biologia, riconoscendo che l’essenzialità non è un concetto binario o universale, ma dipende dalla filogenesi e dalle strategie metaboliche degli organismi.
Questa classificazione offre un quadro robusto invitando a pensare criticamente all’interazione tra chimica e biologia e alla diversità delle strategie vitali.
| N° | Elemento | Simbolo | % in peso | ppm |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Ossigeno | O | 46,60% | 466 000 |
| 2 | Silicio | Si | 27,70% | 277 000 |
| 3 | Ferro | Fe | 5,00% | 50 000 |
| 4 | Calcio | Ca | 3,60% | 36 000 |
| 5 | Sodio | Na | 2,80% | 28 000 |
| 6 | Potassio | K | 2,60% | 26 000 |
| 7 | Magnesio | Mg | 2,10% | 21 000 |
| 8 | Idrogeno | H | 0,14% | 1 400 |
| 9 | Fosforo | P | 0,12% | 1 200 |
| 10 | Manganese | Mn | 0,10% | 1 000 |
| 11 | Zolfo | S | 0,05% | 500 |
| 12 | Carbonio | C | 0,02% | 200 |
| 13 | Vanadio | V | 0,015% | 150 |
| 14 | Cloro | Cl | 0,01% | 100 |
| 15 | Nichel | Ni | 0,008% | 80 |
| 16 | Zinco | Zn | 0,007% | 70 |
| 17 | Rame | Cu | 0,006% | 60 |
| 18 | Cobalto | Co | 0,0025% | 25 |
| 19 | Azoto | N | 0,0020% | 20 |
| 20 | Boro | B | 0,0010% | 10 |
| 21 | Arsenico | As | 0,00015 | 1,5 |
| 22 | Molibdeno | Mo | 0,0001% | 1 |
| 23 | Selenio | Se | 0,000005% | 0,05 |
| 24 | Iodio | I | 0,000004% | 0,04 |
